DAL 1780 · 245 ANNI DI STORIA
La nostra
Cantina
Scavata a mano nella roccia vulcanica del Vesuvio dal mio antenato Vincenzo Oliviero. Da oltre due secoli custodisce uve, vino e memoria di famiglia.
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DAL 1780 · 245 ANNI DI STORIA
Scavata a mano nella roccia vulcanica del Vesuvio dal mio antenato Vincenzo Oliviero. Da oltre due secoli custodisce uve, vino e memoria di famiglia.
LE ORIGINI
È la data in cui fu completata, ad opera del mio antenato Vincenzo Oliviero, la realizzazione della cantina. Una data certificata sia da atti notarili sia dall'iscrizione impressa sulla muratura. Da oltre due secoli, questa cantina è di proprietà della famiglia Oliviero.
UN'OPERA DI INGEGNERIA
La cantina è scavata sotto un lastrone di roccia vulcanica di un'eruzione pliniana, dello spessore tra 3 e 5 metri. Le cavità si sono formate per il fenomeno dell'ingrottamento del magma vulcanico.
Lo scavo fu eseguito a mano: si asportava la sabbia e si rinforzava la roccia con opere murarie che ancora oggi sostengono l'ampio casolare sovrastante, pertinenza dell'attività agricola della famiglia Oliviero. Nella cantina si vinificava e si conservava il vino delle uve coltivate in azienda, commercializzato nelle cantine locali e consumato nella locanda Fuocomuorto.
1906 — 2006
Il pigiatoio — il luogo dove si pigiavano le uve con i piedi — fu utilizzato per l'ultima volta nel 1906. In quell'anno un'eruzione vulcanica invase e sotterrò la cantina sotto una furia di lava, cenere, acqua e sabbia. Il pigiatoio è rimasto sepolto per cento anni, sotto tre metri di sabbia.
È tornato alla luce nel dicembre 2006, durante i lavori di scavo per il rinforzo della volta rocciosa. Oggi, perfettamente conservato, è il primo reperto che incontri scendendo nella cantina.
ACQUA · ARIA · TEMPERATURA
Sono ancora ben conservate le due cisterne per la raccolta delle acque piovane, in uso fino a pochi anni fa. Visibili anche le impermeabilizzazioni in lapillo pressato, che servivano a contenere l'acqua.
Il sistema di areazione ha due aperture: una a sud-ovest, una a nord-est. L'ingresso principale segue una cavità naturale; l'apertura secondaria è stata invece ricavata perforando i tre metri di roccia su cui poggia il fabbricato.
Cisterne e aperture sono disposte ai quattro punti cardinali, garantendo una ventilazione ottimale in ogni stagione — temperatura e umidità ideali per la conservazione del Lacryma Christi anche nelle estati più torride.
UN RIFUGIO IN GUERRA · OGGI UNA CANTINA VIVA
Durante l'ultimo conflitto mondiale la cantina è stata utilizzata dagli abitanti della zona e dagli sfollati di Resina (oggi Ercolano) come rifugio dai bombardamenti americani: un luogo di ospitalità e sicurezza nel cuore della roccia.
Dopo i lavori di rinforzo per la migliore staticità del fabbricato, oggi la cantina è di nuovo viva. Custodisce il vino prodotto dall'azienda agricola di Vincenzo Oliviero, che ha ripreso la viticoltura e la vinificazione del suo antenato omonimo, producendo Lacryma Christi D.O.C.
VIENI A SCOPRIRLA DAL VIVO
Ti accompagniamo a scoprire i 245 anni di storia di questa cantina: il pigiatoio, le cisterne, le impermeabilizzazioni in lapillo, la roccia vulcanica. Con una degustazione del Lacryma Christi a chiudere il giro.